se non ci fosse chi si fa in 4 per non spezzarsi in 2

Si è fatto processare per processare, intercettare per intercettare, trasferire per trasferire: alla fine qualcosa emerge!

GRAZIE 

I 33 destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini, cui sono contestati complessivamente trenta capi di imputazione, sono: Vincenzo Tufano, procuratore generale presso la Corte di appello di Potenza; Gaetano Bonomi, sostituto procuratore generale presso la Corte di appello di Potenza; Felicia Genovese, già sostituto procuratore presso la Dda di Potenza, ora giudice del Tribunale di Roma; Michele Cannizzaro, marito della Genovese, già direttore generale dell’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza; Giuseppe Chieco, procuratore della Repubblica di Matera; Iside Granese, già presidente del tribunale di Matera; Attilio Caruso, già presidente della Banca popolare del Materano; Emilio Nicola Buccico, avvocato, già componente del Csm, attuale sindaco di Matera; Pietro Gentili, colonnello dei carabinieri, già responsabile della sezione di Pg dei carabinieri di Potenza, oggi consigliere di amministrazione di Marinagri; Vincenzo Vitale e Marco Vitale, titolari della struttura turistica Marinagri di Policoro; Filippo Bubbico, parlamentare, già presidente della Regione Basilicata; Arnaldo Mariotti, segretario particolare di Bubbico; Massimo Goti, in qualità di direttore generale del ministero dello Sviluppo economico; Vincenzo Barbieri, magistrato, oggi procuratore capo alla Procura di Avezzano; Luisa Fasano, dirigente della squadra Mobile di Potenza; Giuseppe Labriola, presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Matera; Vito De Filippo, presidente della Giunta regionale della Basilicata; Elisabetta Spitz, moglie di Marco Follini, dirigente generale dell’Agenzia del demanio di Roma; Nicolino Lopatriello, sindaco del Comune di Policoro; Nicola Montesano, presidente pro tempore del Consiglio comunale di Policoro; Felice Viceconte, dirigente del settore urbanistica del Comune di Policoro; Giuseppe Pepe, dirigente dell’Agenzia del demanio di Matera; Michele Vita, segretario generale dell’Autorità di bacino regionale della Basilicata; Claudia De Luca, sostituto procuratore presso il Tribunale di Potenza; Daniele Cenci, già giudice del Tribunale di Potenza; Vito Santarsiero, sindaco di Potenza; Vincenzo Mauro, già questore di Potenza; Biagio Costanzo, cancelliere al Tribunale di Lagonegro; Massimo Cetola, generale dell’Arma dei carabinieri; Emanuele Garelli, generale dell’Arma dei carabinieri; Nicola Improta, colonnello dell’Arma dei carabinieri; Pietro Giuseppe Polignano, tenente colonnello dell’Arma dei carabinieri.

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DE MAGISTRIS: PUNITO PERCHE’ HO FATTO IL MIO DOVERE.       

 

di Redazione    

 

martedì 15 luglio 2008 

 

(ANSA) – CATANZARO, 14 LUG – Luigi De Magistris dovrà lasciare Catanzaro ed il suo posto di pubblico ministero. A mettere la parola fine su una vicenda che si trascina da mesi sono state le Sezioni Unite della Cassazione. I giudici hanno dichiarato inammissibili, perchè presentati fuori dai termini, i ricorsi di De Magistris e dal ministero della Giustizia, rendendo esecutiva la sentenza della Sezione disciplinare del Csm che aveva deciso, a gennaio, la sanzione della censura ed il trasferimento di sede e di funzioni per il magistrato. Trasferimento che, con ogni probabilità, avverrà concretamente a settembre. De Magistris ha voluto riflettere un pò prima di parlare, poi nel pomeriggio ha commentato con l’ANSA la vicenda: «sono orgoglioso e fiero di appartenere a quella magistratura che viene punita perchè fa il proprio dovere e porta ossequio alla costituzione repubblicana». A suo avviso, dichiarando l’inammissibilità dei ricorsi, la Cassazione non è voluta entrare nel merito di una vicenda «che pretendeva, per chi ha a cuore la giustizia, ben altro intervento giudiziario». Il magistrato ha usato anche il sarcasmo: «spero di potere ottenere copia del provvedimento in modo da incorniciarlo nel mio ufficio insieme alla sentenza del Csm, in modo da spiegare a tutti quelli che me lo chiederanno che esistono due magistrature: una che lavora con sacrificio ed abnegazione, che pratica l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e che non piega la schiena di fronte a niente; un’altra che punisce proprio quei magistrati che individuano le deviazioni criminali all’interno delle istituzioni, magistratura compresa, e che pagano un prezzo proprio per questo». Ma non è stato sarcastico, De Magistris, quando ha ribadito la sua determinazione, la sua volontà ed il suo coraggio «nel continuare a lavorare, anche da giudice, e nel contribuire ad individuare le collusioni, soprattutto interne alla magistratura, che contribuiscono, in Calabria e non solo, a consolidare le deviazioni criminali interne alle istituzioni costituendo, altresì, linfa fondamentale per la criminalità organizzata dei cosiddetti colletti bianchi». De Magistris ha bollato il processo disciplinare a suo carico come «un pessimo episodio per le sorti dell’indipendenza e l’autonomia della magistratura», ma nonostante questo si è detto ottimista, convinto che «verità e giustizia verranno affermate anche se il costo di esse sarà per me molto alto». «Sono vicino – ha concluso De Magistris – a tutti coloro che ogni giorno in Calabria lottano per i diritti e la legalità e li invito a non mollare mai e a contrastate con le regole dello stato di diritto la criminalità di ogni tipo che soffoca una così bella regione».  (ANSA)

 

se non ci fosse chi si fa in 4 per non spezzarsi in 2ultima modifica: 2008-08-11T18:44:00+02:00da tilliefulvia
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